Il Sumud e la terra di Palestina accanto a chi soffre e resiste alle violenze
Raccolta fondi di Franz
Da noi, sulla catena del Lagorai, in Trentino, “è una Palestina” in dialetto indica un luogo davvero fertile, fantastico.
Ho scoperto, andandoci, che è davvero così.
Una terra magica con cui contadini e pastori hanno un legame così forte, da trarne le forze per una sorprendente voglia di vivere pacifica tra colline sconfinate su cui può fiorire di tutto.
A volte mi sembrava di trovarmi proprio in un presepio, peccato che sia un presepio occupato.
Da molto tempo, infatti, senza confini è rimasto solo il cielo stellato. Con l’occupazione, la vita quotidiana di queste famiglie è fatta di demolizioni di case e villaggi, arresti e aggressioni violente da parte di militari e coloni, armati di mitra e spranghe di ferro, anche sui bambini, a cui spesso si cerca di impedire di andare a scuola se per arrivarci devono passare vicino a colonie o avamposti.
Ho avuto l'opportunità di andarci con Operazione Colomba, il Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, che dal 2004 è presente in modo continuativo, per accompagnare queste comunità palestinesi nella loro resistenza quotidiana.
Di recente la situazione si è ulteriormente aggravata: i coloni, legittimati a usare le armi che hanno ricevuto e, in un'ondata di estrema violenza, agiscono in un clima di sostanziale impunità, aggredendo e purtroppo anche uccidendo gli abitanti della zona e distruggendo i loro villaggi.
La presenza internazionale è l’ultima garanzia di una qualche forma di sicurezza per difendere chi vuole semplicemente vivere sulla propria terra.
Ecco perché è necessario supportare la resistenza nonviolenta di Youth of Sumud e della popolazione palestinese.
SUMUD significa perseveranza, fermezza in una vita di resistenza nonviolenta ma attiva, viva, vitale.
Un valore individuale e collettivo, esistere per resistere.
Stare al loro fianco significa quindi rifiutare le pratiche dei confinamenti che umiliano, mortificano, dividono mondi ricchi e poveri, creano deportazioni e condizioni di radicale precarietà.
Stare con chi si vuole emancipare da tutto questo ci aiuta ad aver fiducia che è possibile cambiare questo destino.
Grazie per il tuo sostegno!